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Benevento, 12-12-2011 15:54
Liberi Muratori
In nome dell’Uomo, Gustavo Raffi "spiega" la massoneria italiana
di Epicentrolibri
  

Milano 12 dicembre 2011 - “Ribelli per la verità e operai della speranza”. Così Gustavo Raffi, dal 1999 alla guida del Grande Oriente d’Italia, definisce i Liberi Muratori: 21.400 fratelli in tutta Italia organizzati in 757 logge.
Nel volume In nome dell’Uomo - in libreria in questi giorni (Mursia, pagg. 232, euro 17. A cura di Gerardo Picardo. Prefazione di Paolo Peluffo) - Raffi racconta il ruolo della Massoneria dal Risorgimento alla Modernità.
Nel dialogo con il giornalista Picardo, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia/Palazzo Giustiniani, continua il percorso di trasparenza che sin dall’inizio ha contraddistinto il suo mandato e affronta, senza mezzi termini, anche i nodi più discussi: dalla massoneria deviata al rapporto con la Chiesa.
Le Logge sono centri di potere?
 “Chi coltiva simili pensieri ha preso fischi per fiaschi. La storia ha dimostrato che i veicoli erano ben altri. Anche quando la Massoneria sembrò avere un grande potere, non era per il numero di tesserati ma per il suo grande progetto che calamitava le migliori intelligenze del Paese”.
La trasparenza sulle liste degli iscritti?
“Le liste sono depositate, al di là della legge sulla privacy, il Grande Oriente subordina la pubblicizzazione solo ed esclusivamente alla “par condicio” con altre associazioni politiche, culturali religiose.”
La P2 di Licio Gelli?
“Dei terroristi che hanno mirato al cuore della nostra istituzione. La condanna del fenomeno P2 è totale e inappellabile.”
La segretezza?
“Nella Libera Muratoria italiana la segretezza non ha alcun senso e infatti non esiste.”
Raffi racconta in queste pagine la sua scommessa: quella di una Massoneria che è uscita dalle catacombe e dialoga alla luce del sole con la società di cui è parte, senza però rinunciare alle proprie radici, ai propri simboli e ai propri rituali e soprattutto al ruolo di religione civile e di palestra del libero pensiero.
La glasnost massonica ha portato in occasione del 150° dell’Unità d’Italia all’apertura degli archivi del Grande Oriente agli studiosi consentendo, come scrive Paolo Peluffo nella prefazione, di rispondere alla domanda su che cosa fu davvero il contributo della Massoneria alla rivoluzione nazionale. Perché l’adesione alla Massoneria fu qualcosa di eccezionalmente importante per i patrioti, liberali o democratici.” Un’importanza che storiografia marxista o tradizionale ha depotenziato mentre la pubblicistica cattolica ha enfatizzato consolidando l’idea della cospirazione internazionale che avrebbe dato vita allo Stato italiano. Ora, grazie al contributo documentale del Grande Oriente, è possibile mettere a fuoco il ruolo della Massoneria in modo equilibrato.
Da Cavour a Internet, Raffi ripercorre 150 anni della storia italiana attraverso le vicende della più antica comunione massonica del nostro Paese.
* * *
Gustavo Raffi, avvocato, classe 1944, ravennate, lega il suo nome al Grande Oriente d’Italia. Iniziato nel 1968, nel 1970 diventa Maestro Libero Muratore.
Fondatore della loggia La Pigneta di Ravenna, della quale è stato più volte Maestro Venerabile, è stato membro della corte centrale per il quinquennio 1985-90 e ha ricoperto la carica di presidente del collegio dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna per due mandati. Quindi, Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia dal 1990 al 1993. Dal 1999 è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani, carica che manterrà fino al 2014.

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 05-09-2015 16:10 - 21663  
   
 

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