Benevento 11 ottobre 2009 - Associazione a delinquere finalizzata alla corruzione continuata, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, truffa ai danni di un ente pubblico (il Comune di Telese Terme), falso ideologico, abuso d’ufficio, favoreggiamento e frode fiscale mediante fatture per operazioni inesistenti. Queste le accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Benevento, dopo le indagini della Guardia di Finanza, e poi accolte dal Gip che hanno portato alla custodia cautelare di 15 persone, tra cui Pino D’Occhio, primo cittadino di Telese (nella foto, mentre esce dalla caserma della Guardia di Finanza di Benevento). Il Gip, inoltre, ha inoltre emesso due provvedimenti interdittivi, a carico di due imprenditori, e autorizzato il sequestro preventivo di beni per circa due milioni di euro tra beni immobili e mobili. Complessivamente le persone coinvolte sono un'ottantina, tra funzionari pubblici e titolari d'azienda. I provvedimenti richiesti dalla Procura della Repubblica, a quel che si è capito, riguardavano, in prima istanza, una cinquantina di persone. Gli anni d'indagine vanno al 2002 al 2009, anni in cui D'Occhio è stato prima sindaco, poi assessore e nuovamente primo cittadino. Agli arresti si è giunti dopo indagini corredate, oltre che da controlli bancari e tecnici sulle gare appaltate dal Comune di Telese Terme, da perizie calligrafiche che avrebbero accertato un'unica regia (manuale) nell'allestimento del "cartello" delle aziende che si aggiudicavano gli appalti. Importanti anche le deposizioni di persone informate dei fatti. Secondo quanto riferito dagli inquirenti e dagli investigatori ci sarebbero prove precise sul passaggio di danaro tra gli indagati e anche sull'acquisto di immobili e autovetture. Dalle intercettazioni telefoniche sarebbero anche emerse ammissioni sul ruolo svolto da qualche indagato "eccellente", ritenuto "il padrone di mezza Telese, uno che mangia a sette palmenti". Agli arresti presso la casa circondariale di Benevento sono finiti, oltre a D’Occhio, Antonio Antonuccio (responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Telese Terme), Pasquale Giaquinto (responsabile dei servizi demografici del Comune di Telese Terme, considerato dagl investigatori una sorta di "collettore" delle tangenti) e gli imprenditori Almerico Fasano (legale rappresentante della Coedil Fap di Telese Terme), Gaetano Fasano (titolare di ditta individuale), Sergio Fuschini (titolare della Fuschini costruzioni), Pasquale Iorio (titolare di ditta individuale), Luigi Vegliante (legale rappresentante della Vegliante Luigi & C sas), Quirino Vegliante (legale rappresentante della Vegliante Costruzioni srl), Pietro Pacelli (legale rappresentante della Pacelli Costruzioni srl), Alberto Pilla e Francesco Pilla (entrambi legale rappresentanti della Ar Gest srl). Ai domiciliari sono finiti Paola Biondo, Lucia Cutillo e Domenico Mazzarella, collaboratori di alcune delle aziende coinvolte. La misura interdettiva (divieto temporaneo a esercitare l'attività imprenditoriale) è stata emessa a carico di Bartolomeo Di Biase (Cusano Mutri) e Bartolomeo Velardo (pure di Cusano Mutri). I risvolti della vasta inchiesta, che parte dal 2002 ma che riguarda anche episodi verificatisi nel 2009, sono stati spiegati nel corso di una conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica, Giuseppe Maddalena, e dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Gianni Palmacci. "I risultati di questa inchiesta - ha affermato il procuratore Maddalena - testimonia il forte impegno profuso dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Benevento nella repressione dei reati contro la pubblica amministrazione". Nel corso delle perquisizioni a carico degli indagati, eseguite stamattina, sono stati sequestrati a un imprenditore 416mila euro in contanti, oltre a 41mila euro in assegni. Sequestata, inoltre, una fattura di 14mila euro che testimonierebbe un contributo elettorale per il sindaco D'Occhio. Il castello accusatorio Dalle indagini – si legge in una nota della Procura della Repubblica – è emersa l’esistenza, da lungo lasso di tempo, di un sodalizio criminoso, costituito da amministratori, funzionari, impiegati pubblici, imprenditori locali e loro dipendenti, dedito a turbare, secondo collaudate illecite modalità operative e in maniera seriale e continuativa, la libertà degli incanti e delle gare d’appalto, mediante collusione tra i partecipanti e i preposti, falsi in atti pubblici ed altri mezzi fraudolenti, onde consentire il risultato dell’aggiudicazione degli appalti sempre a favore di un numero ristretto di imprese aggregate tra loro tanto da strutturarsi in un vero e proprio cartello. Questo “cartello” – prosegue la nota – nel tempo era divenuto il destinatario egemone dell’ingente flusso di danaro transitato per l’ente comunale, già destinato alla realizzazione di opere pubbliche e all’acquisto di forniture, nonché fonte di illegali arricchimenti per le imprese locali e per qualche pubblico amministratore, figurante sul libro paga delle imprese medesime. Gli imprenditori avevano, tra l’altro, creato fondi neri mediante l’utilizzazione di fatture fittizie, operazione quest’ultima necessaria per giustificare costi mai sostenuti nell’esecuzione di appalti pubblici. Il sistema corruttivo creato, alquanto raffinato per la comprovata predisposizione di collettori di tangenti, avevano alterato radicalmente la libera concorrenza, con ingenti danni erariali che saranno valutati dal giudice contabile. Chi è Pino D'Occhio Pino D'Occhio, ingegnere, segretario generale dell'Autorità di bacino Volturno Liri-Garigliano, è nato a Telese il 30 settembre del 1956. E' stato sindaco della cittadina termale dal 1985 al 1991 e dal 1995 al 2004. Dopo cinque anni di assenza, per via del divieto del terzo mandato, si è ricandidato alla carica di sindaco nel turno elettorale dello scorso mese di giugno, ottenendo la vittoria con il 41,82% dei consensi e battendo sia il sindaco uscente, Gennaro Capasso, consigliere provinciale del PdL, che l'altro candidato Giovanni Liverini. In basso, un'immagine della conferenza stampa tenuta stamani dal procuratore della Repubblica, Maddalena, e dal comandante provinciale della Guardia di Finanza, Palmacci.

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