Benevento 27 giugno 2009 – E’ il caso di dirlo: alla Rocca dei Rettori volano gli stracci. Personaggi e interpreti dell’ultimo, solo in ordine di tempo, contrasto nell’arruffata maggioranza, sono il consigliere provinciale ex Forza Italia, oggi indipendente, nonché fan di Cimitile, Lucio Rubano, e Giuseppe Maria Maturo, eletto con l’Udeur, ancora tiepido rispetto al nuovo indirizzo politico intrapreso dal suo partito, presidente del consiglio provinciale in carica e sindaco uscente di Cusano Mutri, dove si è votato solo qualche settimana fa.
Rubano, riferiscono, avrebbe inviato una nota al presidente della Provincia, Aniello Cimitile e a tutti i capigruppo della coalizione di centrosinistra, facendo riferimento ad alcune dichiarazioni di Maturo in occasione di un comizio del 24 maggio a Civitella Licinio, frazione, appunto di Cusano Mutri.
I due, alleati per sostenere Cimitile, sono nemici acerrimi e non si sopportano. E se Maturo non ancora sceso dal cadreghino di presidente dell'assemblea, è proprio per conservare una superiore visibilità politica rispetto a Rubano.
Che così scrive. “Il sindaco uscente Maturo, allo scopo di screditare la compagine antagonista nella competizione elettorale, oltre a definire il sottoscritto ‘personaggio occulto che guida le fila’ di quest’ultima, ha affermato che la mia aspirazione è ricoprire la carica di vicesindaco, ma che non ho potuto candidarmi perché macchiato da una grave colpa: quella di essermi ‘venduto’ per avvantaggiare il sindaco di Cerreto e beneficiare i cerretesi, favorendo la sua nomina a vicepresidente della giunta provinciale”.
“Reputo queste dichiarazioni lesive della dignità del consiglio provinciale – prosegue Rubano - nel suo complesso, oltre che della dignità della giunta, a causa dell’attacco che è stato rivolto al suo vicepresidente, e lesive della mia dignità personale. È noto a tutti voi che la mia azione non è mai stata finalizzata alla ricerca di vantaggi personali, ma è scaturita dal netto rifiuto di avallare decisioni prese lontano dalla vita amministrativa della Provincia, ed evitare all’ente ed all’intero territorio provinciale l’avventura paralizzante del commissariamento. Tutto ciò è comprovato e dimostrato dal mio voto ‘tecnico’ al bilancio che permetterà la realizzazione di opere, non solo sul territorio del mio collegio, ma in tutta la provincia”.
“Maturo non è solo il sindaco uscente o un semplice candidato, ma è il presidente del consiglio provinciale e, quindi, per il ruolo che egli ricopre, le sue affermazioni, già di per sé improprie, diventano gravi, ingiuriose ed oltraggiose.
Pertanto, reputo lecito aspettarmi da parte vostra un segno “concreto” di solidarietà, ma anche di condanna per chi, oltrepassando ogni limite, usa un ruolo che dovrebbe essere di garanzia, per danneggiare avversari politici”.
D'accordo. Ma se il centrosinistra sfiducia Maturo e quest'ultimo perde la poltrona di presidente del consiglio provinciale, l'opposizione passa a 12 unità, tante quante quello che sorreggono la maggioranza. Che non potrebbe nemmeno più insediare i lavori dell'assemblea visto un parere del ministero dell'Interno che impone il numero legale senza tener conto della presenza in aula del presidente (tredicesimo membro della maggioranza).
Rubano, che si è tanto sacrificato, per "evitare all’ente ed all’intero territorio provinciale l’avventura paralizzante del commissariamento", dovrà sacrificarsi ancora e tenersi le offese di Maturo, zitto e quieto. Nella vita i sacrifici, come gli esami, non finiscono mai. |
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