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Benevento, 12-06-2009 13:27
“Ho vinto io, Pepe se ne vada a casa”
Mastella all’attacco del sindaco e dei suoi adepti. «Io sono risorto con l’affetto e la solidarietà della gente. Loro, che avevano puntato sulla mia sconfitta, devono ora celebrare il funerale politico. Si voti per Comune e Provincia»
  

Benevento 12 giugno 2009 - “Loro hanno voluto il referendum. Loro hanno voluto contarsi. Loro hanno perso. Andavano in giro a dire che non sarei andato oltre quota 2.500. Ho preso più preferenze io che voti il Pd, nonostante l'appoggio promesso da sindaco, assessori, consiglieri comunali, presidenti. Adesso se ne vadano a casa”. Il primo affondo di Clemente Mastella, in conferenza stampa all’hotel President, è riservato al sindaco della città, uno spretato lo ha definito, “uno che, spogliatosi dei paramenti, parla male della sua religione. E i chierici spretati sono i peggiori, in assoluto". Parole dure, durissime, non c'è dubbio che l'ex Guardasigilli aspettava di poter pronunciare da tempo, preso atto che in campagna elettorale il primo cittadino aveva definito un eventuale voto a Mastella "inutile e dannoso" e che "tutti potevano essere votati tranne lui".
“Visti i risultati che ho ottenuto in città (che io considero una ricompensa alle difficoltà, e alle umiliazioni, alle sofferenze personali che abbiamo dovuto subire) e quei pochi che loro sono riusciti a dare Cozzolino (tesi, peraltro, confutata stamattina, in un'intervista al Sannio quotidiano dal segretario Pd, Del Basso De Caro, ndr), il referendum lo ho vinto io.
Adesso Pepe se ne deve andare. E posso dirlo io che nel 2006 l’ho letteralmente nominato sindaco. Non aveva alcun peso elettorale, forse non sarebbe riuscito nemmeno a diventare consigliere comunale, visto che quando si candidava non andava oltre 200, 300 voti. Lo abbiamo trascinato alla vittoria.
Oggi, che mi si è rivoltato contro non tenendo conto di quello che mi è capitato, anche sotto il profilo umano, deve assumersi la responsabilità delle sue dichiarazioni. Ha perso e se ne deve andare. Così, come si deve andare al voto alla Provincia. La vicenda Cimitile non c’entra. Non ci sono più le condizioni. Se non quelle determinate dai “voltagabbana”. Perchè non può esserci più questa "doppiezza togliattiana", che impedisce di definire ribaltone quello in atto alla Rocca dei Rettori". 
Naturalmente, la conferenza stampa del neo parlamentare europeo PdL, non è stata incentrata sulle vicende locali, bensì sulla sua elezione. “Voglio dire grazie a tutti e voglio farlo dalla mia città. Ho trovato un affetto e una solidarietà umana e politica che non mi aspettavo. Devo ringraziare il PdL e Berlusconi. Devo ribadire che la nostra collocazione nel centrodestra è quella più logica. Ma devo anche dire che ho corso da solo. Stavolta senza sindaci, assessori, presidenti e apparati. Spesso mi sono sentito come i ciclisti di una volta che avevano il copertone a tracolla. Ma era anche giusto che fosse così, perchè nel PdL mi sono trovato bene e ho trovato accoglienza ma era giusto che chi c’era da più tempo di me muovesse i fili degli accordi elettorali e sfruttasse l'organizzazione. Io ho girato da solo, facendo anche 15 comizi al giorno e spesso con il timore di non essere bene accolto. Invece ciò non è accaduto. Anzi, in Campania, sono stato il più votato dopo Berlusconi. Una bella soddisfazione, non c’è che dire”.
"Quanto a Benevento, il risultato è stato straordinario. Solo qui e all'Aquila il PdL ha superato il 50% come hanno annotato importanti commentatori. Qualcosa vorrà pur dire". Che vuol dire? "Vuol dire che è stato fatto un bel lavoro. Che c'è stata concordia e che mi sono trovato bene. E che ho dato anch'io il mio piccolo contributo al raggiungimento dell'eccellente risultato". 
Sul futuro del suo partito, l’Udeur, Mastella non ha consegnato certezze alla platea e ai giornalisti che gli hanno posto domande. “La confluenza nel PdL? Vedremo. Ora non ci sono congressi alle porte. E poi visti i tanti sistemi elettorali che ci sono in Italia, non è sbagliato continuare a presentare liste di partito come è accaduto alle provinciali di Napoli, Avellino e Salerno. Certo, il problema si pone. Nell’Udeur ci sono tanti dirigenti che mi sono stati vicini, devono avere modo di continuare a fare politica. Io sono stato eletto. E loro? In ogni caso non escludo nulla. Ne riparleremo. Adesso fatemi fare questo pit-stop. Poi vediamo anche che succede con il referendum. In ogni caso è certa e netta - e la ribadisco qui - la nostra adesione al progetto del centrodestra e del PdL. Lo spirito è quello e non si torna indietro. E’ la nostra collocazione più naturale”.
Delineato, invece, a grandi linee l'impegno nel Parlamento europeo. "Le ragioni del Sud, la battaglia per un Europa "federiciana", inclusiva e cristiana, saranno i punti d'orientamento - ha detto Mastella. La questione meridionale è sempre trascurata. Ma non ce l'ho con la Lega, che fa benissimo e con intelligenza il suo mestiere di forza territoriale. Parlo di qualcosa di più grande, di un impegno collettivo".
Non ha escluso, tuttavia, Mastella, un pensierino alla Regione Campania. "Sono parlamentare europeo e mi basta. Tuttavia, se c'è qualche spiraglio io sono pronto. Anche perchè vedo che qualcuno, ogni tanto, tira fuori un sondaggio che attesta un forte gradimento intorno alla mia persona. Se ne parlerà al momento opportuno".
Alla conferenza stampa erano presenti, il segretario provinciale dell'Udeur, Annio Maiatico, il senatore Mino Izzo, e la deputata Nunzia De Girolamo, coordinatrice provinciale del PdL. “Benevento - ha affermato quest’ultima - è stata una delle pochissime province italiane dove il PdL ha superato il 50 per cento dei voti e, di questo, il presidente Silvio Berlusconi va fiero”. “Ho incontrato ieri il premier alla Camera - ha aggiunto De Girolamo - e si è anche complimentato di come il PdL sia riuscito a far eleggere nelle circoscrizione Sud due europarlamentari, Clemente Mastella e Erminia Mazzoni, entrambi di Benevento”.
La De Girolamo, poi, rispondendo a una domanda sull’eventuale peso degli “eletti” rispetto ai “nominati”, non si è fatta sfuggire l’occasione per una risposta al vetriolo. “Nei partiti e nelle istituzioni non ci sono solo i nominati ma anche gli “indicati” e i “trasportati” e ci sono da una parte e dall’altra parte”. A darle manforte è intervenuto Mastella. “Questa polemica sui parlamentari scelti dai partiti è stucchevole. La legge elettorale è quella che è e io sono stato tra i pochi a oppormi, insieme con qualche spezzone dell’Udc. Se non cambia la regola, come io auspico, il dibattito è inutilmente offensivo nei confronti di chi viene prescelto dai partiti”.
In sala c'era lo stato maggiore dell'Udeur, a cominciare dal segretario regionale Antonio Fantini, il presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo e il consigliere Fernando Errico. Presenti consiglieri provinciali e comunali del PdL e un gran numero di giornalisti, fotoperatori e cameramen. In serata si replica, dal palco di piazza Roma, prima della festa e del concerto di Anna Tatangelo.

Articolo aggiornato alle 17,46

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 09-09-2010 00:27 - 12391  
   
 

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