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Benevento, 01-04-2009 13:20
Acli Terra: ecco perchè l’inchiesta tocca Benevento
Falsi diplomi per sicurezza alimentare, 4 arresti. La sede sociale è a Telese e la sua attività è regolarmente pubblicizzata anche sul sito dell’organizzazione sannita. Labocetta: anche 500mila euro di contributi dalla Regione Campania
  

(Ansa) Napoli 31 marzo 2009 - La Regione Campania l'aveva delegato a gestire i beni confiscati alla camorra a Pignataro Maggiore, nel Casertano, ma lui aveva usato questa posizione di presunta affidabilità per arricchirsi, vendendo ai commercianti falsi diplomi per corsi di aggiornamento obbligatori mai frequentati. La truffa è finita oggi quando, su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, i carabinieri hanno arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla concussione ed alla falsità ideologica e materiale commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici quattro persone: Gaetano Manna, presidente della “Acli Terra Campania per la legalità” (sede sociale a Telese Terme, centro pilota a Pignataro Maggiore), Carlo Di Rauso, ispettore sanitario dell'Asl Caserta 1, Matilde Fattore, moglie di Di Rauso e collaboratrice dell'Acli Terra Campania per la legalità, e Carlo Formisano funzionario delegato dal Sian (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione) dell'Asl Caserta 2. A Marcello Parente, responsabile dell'attività didattica dei corsi, è stata invece applicata la misura del divieto di dimora a Pignataro Maggiore.
Tutto era cominciato dalla denuncia di una commerciante di prodotti ortofrutticoli di Santa Maria La Fossa (Caserta).  Partendo da lì i carabinieri hanno appurato che molti commercianti della zona che avrebbero dovuto frequentare corsi di aggiornamento professionali per la manipolazione di alimenti, erano stati costretti da un ispettore sanitario dell'Asl Caserta 1 e dalla moglie a versare somme di denaro per ottenere false certificazioni che attestavano l'avvenuta frequenza e superamento dei corsi.
Di Rauso e sua moglie contattavano i commercianti facendosi consegnare il denaro e minacciandoli di sanzioni e multe in caso di rifiuto. Manna, invece, approfittando dell'accreditamento della Regione Campania, organizzava e gestiva i finti corsi che in realtà non si erano mai tenuti. Alla fine, però, bisognava rilasciare il diploma e qui entrava in gioco Carlo Formisano, funzionario delegato dal Servizio igiene alimenti e nutrizione dell'Asl Caserta 2, che aveva il ruolo di presidente della Commissione esaminatrice, e rilasciava i diplomi con la complicità di Marcello Parente che avrebbe dovuto fare l'insegnante.
Un'organizzazione capillare, ancora più inquietante, sottolinea la Procura, perchè la “Acli Terra Campania per la legalità”, ha tra i suoi compiti anche quello di gestire beni confiscati alla criminalità organizzata per riutilizzarli a fini sociali. Da non sottovalutare anche il fatto che avendo il diploma di abilitazione alla manipolazione di alimenti, senza aver mai frequentato il corso e superato l'esame, i commercianti mettevano a rischio la salute
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Ecco come è presentata l'attività di Acli Terra Campania sul sito delle Acli Benevento (www.aclibenevento.it): «Acliterra, per la sua natura istituzionale di associazione professionale agricola, è impegnata a garantire una rappresentatività reale verso gli associati, incentrata sulla difesa e tutela dei lavoratori rurali e delle loro famiglie. Opera nel quadro di una promozione più ampia volta alla difesa dell'ambiente, della qualità della vita, della garanzia alimentare e della salute, della valorizzazione delle produzioni agricole. Essere Acliterra in agricoltura significa incentivare un processo integrativo e associativo. Da qui l'esigenza di promuovere azioni di crescita sociale attraverso interventi mirati di sostegno (formazione - informazione - assistenza -patrocinio sociale - educazione alla imprenditorialità, ecc.), nonché la messa in campo di servizi, di interventi e di opere appropriate. Le Acliterra sono presenti con proprie strutture e osservatori territoriali in 42 province e 13 regioni, assicurando, quindi, servizi di rappresentanza, tutela, assistenza e consulenza sulle opportunità previste dalle leggi comunitarie, nazionali e regionali. Le Acliterra hanno facoltà di sottoscrivere deleghe Inps per i propri associati; sono altresì riconosciute al trattamento delle disoccupazioni agricole.
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(Ansa) Roma 31 marzo 2009 - In riferimento all'indagine sui diplomi sanitari in provincia di Caserta che coinvolgono Gaetano Manna in qualità di presidente di “Acli Terra Campania per la Legalità”, l'associazione professionale agricola Acliterra precisa che “Acli Terra Campania per la Legalità non è affiliata ad Acliterra nè tanto meno alle Acli. I suoi soci non sono tesserati Acli. Risulta pertanto assolutamente impropria - è detto in una nota - l'attribuzione a Gaetano Manna, operata da alcuni operatori dell'informazione della qualifica di presidente delle Acli”.
Le attività di “Acli Terra Campania per la legalità”, nata nel 2004, in “forma giuridica separata” da un provvedimento dell'allora presidenza provinciale di Acliterra Benevento, sono da tempo oggetto di intervento da parte dell'associazione Acliterra, che ha commissariato la propria sede provinciale già dal 2005 e ha avviato formalmente dal luglio del 2008 il processo di revoca del provvedimento che diede vita ad Acli Terra Campania per la legalità”. Contemporaneamente, si è proceduto alla regolazione di nuovi rapporti, rispetto ai beni affidati, tra Acliterra Benevento e i vari interlocutori istituzionali: l'agenzia del demanio, le prefetture, i sindaci. Acliterra, “confermando il proprio forte e concreto impegno per la legalità e confidando nell'azione chiarificatrice della magistratura e delle forze dell'ordine, si riserva di avviare azioni legali a tutela del suo nome, nel caso venissero confermate le responsabilità relative all'uso improprio del proprio marchio in vicende in cui sono totalmente estranee”.
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(Ansa) Napoli 1 aprile 2009 - “Ora alla Regione Campania mettono le mani avanti, ma mi risulta che hanno erogato contributi per circa 500 mila euro in favore dell'associazione Acli Terra Campania per la legalità”. Lo afferma in una nota Amedeo Laboccetta, deputato PdL e componente del direttivo a Montecitorio e membro della commissione Antimafia, commnetando l'arresto avvenuto ieri di Gaetano Manna, presidente dell'associazione Acli, che gestiva beni confiscati alla camorra, per una truffa su falsi corsi di formazione. “Il vice di Bassolino - sottolinea Laboccetta riferendosi alle dichiarazioni del vicepresidente della Regione Antonio Valiante - si è affrettato a dire che la Regione non aveva alcun rapporto con l'associazione Acli Terra Campania per la legalità che gestisce gli immobili confiscati alla camorra, il cui presidente Gaetano Manna è stato arrestato ieri. Ed invece a me risulta che la Regione Campania ha erogato contributi per circa 500 mila euro in favore della sua associazione”.
“Sono in possesso delle fonti documentali - aggiunge Laboccetta - e sulla questione solleverò anche il caso nella Commissione bicamerale Antimafia. E pensare che il partito di Antonio Di Pietro in Campania aveva chiesto anche la scorta per tutelare siffatto personaggio. Adesso va fatta immediata chiarezza sulla squallida vicenda e sono certo che i consiglieri regionali del PdL si attiveranno per accertare immediatamente tutti i collegamenti politici e le coperture istituzionali che hanno accompagnato le attività di questa sedicente associazione anticamorra e per la legalità”.

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 08-09-2010 23:53 - 11301  
   
 

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